Don Hudson si definisce un "fotoamatore", che se da una parte è riduttivo guardando la mole e la portata del lavoro che ha accumulato nel corso di decenni di pratica, dall'altra nobilita un approccio disinvolto e che trasuda passione. Il materiale, che tra le varie cose è stato anche la base per il bellissimo libro pubblicato da Editions FPCF qualche anno fa, "from the archives", si aggiunge a quella tradizione dove la disposizione ad osservare liberamente, va di pari passo al valore magari a volte incidentale, ma immancabilmente rilevante, del documento.

Don Hudson calls himself an “amateur photographer”, which on the one hand is kind of demeaning, considering the volume and scope of the body of work he has put together over the years, but at the same time underlines the passion and dedication of his approach to the subject. His work, which was published some years ago in the wonderful book “from the archives” published by Editions FPCF, adds to the tradition in which the willingness to observe everything without preconceptions runs parallel to the intrinsic value – sometimes incidental, perhaps, but invariably relevant – of the document.

Chiudiamo questa selezione con alcune immagini più recenti, dalle quali si percepisce la naturalezza nel seguire lo scorrere del tempo, senza per questo tradire la propria visione.

We close this selection with a few more recent images, from which we can appreciate how he succeeds in following the changing times without compromising his vision.

Segnaliamo un paio di altri link che possono essere di interesse per chi volesse approfondire la conoscenza con questo fotografo:

We recommend another couple of links which might prove useful if you want to know more about this photographer:

"from the archives" on ASX

interview on Blake Andrews' blog

"from the archives" book

Don Hudson on Burn My Eye