Al deposito FS non ci vado da anni. Alle medie ci facevo un giro ogni tanto con amici i cui genitori lavoravano in ferrovia come falegnami. Poi non sono più passato; ll luogo è defilato, protetto da sopra da una ripida scarpata e da un grande condominio edificato da un noto costruttore locale, senza la possibilità di arrivare dall’alveo del Fiume Stura di Demonte se non a rischio di forconi.

Il reparto manutenzione è abbandonato da quando, a metà degli anni zero, tutto è stato centralizzato a Torino. C’è ancora una rimessa per carrozze, sorvegliata distrattamente dalla polizia ferroviaria e che i ragazzi chiamano yard: un posto in cui dipingere con spray  su tele-treni che verranno prontamente cancellate da solerti manutentori, altrove.

Il corpo centrale, adibito un tempo a laboratori, è completamente abbandonato: sparite le chiavi, sparite le suppellettili, usata raramente come provvisorio rifugio notturno da gente di passaggio. Negli uffici si trovava l’archivio centrale delle Ferrovie dello Stato, documenti, fogli e foto con descritti i danni e gli incidenti sino all’inizio del nuovo millennio.

Molte foto sono state bruciate, insieme ai film negativi, per scaldarsi o come atto deliberato. Uniche foto che si sono salvate riguardano alcuni incidenti ferroviari a tra il 2002 e il 2003, con correlati atti vandalici e guasti dello stesso periodo.

Del fotografo (o dei fotografi) che hanno realizzato quelle fotografie restano poche tracce. La selezione fatta da FDS parte da questo archivio ritrovato, o di quello che resta in una borsa di una libreria della città.