(photo courtesy Google) (immagine di copertina suggerita da un collega della redazione, che ha collaborato alla revisione di questo post mentre comprava le melanzane in una nota catena di ipermercati - squisita allegoria del cazzo che abbiamo da fare)

Insomma circa una decina di giorni fa FDS ha compiuto un anno (o dieci, a seconda di dove la si guarda, e della soglia di approssimazione).

Come qualcuno avrà notato, l’attività è calata parecchio ultimamente. Potremmo ben bene giustificarla con concetti altissimi e nobilissimi, ma non ci piace e ci troviamo più a nostro agio a dire che non ne abbiamo voglia.

Più che altro, il tempo è quel che è, e se questa ultima incarnazione FDS ha avuto momenti frenetici (e caotici) nelle sue prime fasi, ciò è stato per una serie di condizioni irripetibili, tipo che abbiamo approfittato di un periodo in cui ci grattavamo abbastanza da poter dedicare tutto il necessario alla cosa.

Vuol dire che ci leviamo di torno? HAHA… no. Vuol dire che il poco che ci premeva dire su tutta ‘sta sbobba lo abbiamo detto e ridetto in tutte le salse ormai, e ogni volta che proviamo ad abbozzare un nuovo sproloquio, veniamo presi dalla narcolessia alla terza riga.

Quindi? Quindi niente, La call c’è (stiamo lavorando all’ottava ristampa, va via come il pane). Nel frattempo abbiamo adocchiato un po’ di gente come piace a noi, che gradiremmo mostrare piano piano su queste pagine, ma piano. piano piano. E gli sproloqui di tre righe sono comunque lì, in attesa che ci venga voglia di aggiungere le poche centinaia di righe mancanti. Nulla di che.

Quel che è certo è che la dimensione internettesca ormai l’abbiamo (per quelli che sono i nostri parametri di tolleranza) battuta oltre il minimo sindacale. Ci sentiamo di avere lasciato qualche specie di traccia, tipo “ho scritto FDS sulla sabbia”. Abbiamo disegnato un quore di letame su un abito bianco (preso dai cinesi). Nel nostro piccolo l’abbiamo sfregiato, o almeno ci abbiamo provato.

Tutto ciò che arriverà d’ora in poi (e arriverà), sarà un di più. E siccome sotto sotto ci sentiamo ancora di sbatterci un po’, sarà oltre che qui, anche in carne ed ossa. Non abbiamo idea di come, ma è un problema minore.

Vi salutiamo quindi augurandovi un futuro di foto di merda, di insuccessi, di struggimenti, e sopratutto di scarpe bucate <3

CIAO! (cit.)

PS. anche FDS ama le birrate in compagnia e le rimpatriate, meno i riflettori le auto blu e le passatoie rosse. Si organizza via whatsup e messenger o meglio ancora chiama uno per uno dalle cabine o vi suona al citofono (in alcuni casi però scappa via, che ama pure gli scherzi da prete). Pentole non ne vendiamo ma se vi servono in prestito chiedete pure.